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3° CLASSIFICATO

CONCORSO REPORTAGE - CARNEVALE DI VALTORTA - 2013

OROBIE - BERGAMO IMMAGINE - BG

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Carnevale Ambrosiano di Valtorta

 

La festa Valtortese, infatti, si caratterizza per personaggi e maschere antiche realizzate in legno e pelle di capra (pezzi unici, alcuni di recente realizzazione, altri tolti dai cassettoni delle nonne). Affossata come è in una profonda conca circondata da boschi e sovrastata dalle montagne orobiche, la tradizione mantiene qualcosa di magico che si traduce o concretizza nelle antiche maschere. Qualche folletto potrebbe ancora albergare nel fitto dei boschi; e, perciò, nessuna meraviglia se compare all’improvviso ai margini dei pascoli per unirsi ai personaggi umani: ed ecco «ol diaol - diavolo» e i «furchetì – figure demoniache», vestiti di rosso, che vanno a incontrarsi col «vecio - vecchio», la «egia - vecchia», il «barba - zio o celibe » e le «mede - zie o zitelle », tutte maschere grottesche che, comunque, lasciano trasparire un che di severità montanara e contadina. È la mitologia che si intreccia con la storia di una comunità.

Un Carnevale quello di Valtorta, diverso, dunque, dai tanti che si ripetono in altri paesi; una rappresentazione grottesca della realtà del passato che continua a vivere nella quotidianità della vita agricola. Accompagnato da allegre musiche, eseguite dal gruppo «I amis dè Dosena», il corteo parte dalla contrada Cantello, scende alla contrada Grasso, e prosegue nei boschi per arrivare alla frazione Rava, accolto dai contradaioli che offrono antiche leccornie locali, per concludere la manifestazione sul sagrato della chiesa. Un ultimo girotondo e poi i folletti spariscono nei boschi e le antiche famigliole contadine tornano nelle cascine.

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Testo preso da www.valbrembana.com